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L’ARTE NELL’ETICHETTA

UN DELICATO EQUILIBRIO PER UN BINOMIO VINCENTE

E’ noto come già da tempo i professionisti del marketing visuale lavorino per comunicare attraverso il messaggio dell’etichetta la qualità e l’appeal di una bottiglia di vino. La definizione di arte ed etichetta d’autore meritano però una riflessione specifica nonostante vi siano validissimi designer che possono assurgere a tale ruolo. Storicamente, se escludiamo un breve momento anticipatore negli anni ’20 del ‘900, sarà il 1945 in Francia a sancirne l’origine che possiamo definire ufficiale. Salvador Dalì, Picasso, Kandinsky, Andy Warhol, Yoko Hono e molti altri artisti sempre più frequentemente sapranno con le loro realizzazioni esaltare le ottime annate, le produzioni più ricercate o gli anniversari più significativi di tenute vinicole esclusive. Il delicato equilibrio del binomio grande etichetta d’artista uguale grande vino è costantemente sorretto dall’attesa riposta da un consumatore in ciò che pro mette visivamente l’etichetta e il produttore vinicolo, fosse anche soltanto nella scelta di una bottiglia di vino da portare in dono.

In Italia, validi esponenti nel sistema dell’arte contemporanea, e qualche nome dobbiamo farlo come Stefano Arienti, Fabrizio Plessi e Mimmo Paladino hanno saputo coniugare il loro essere artisti contemporanei con l’arte del vino questo nella consapevolezza di chi sa perfettamente che contemporaneità è anche lavoro, persone, territorio. Non dobbiamo dimenticare che nelle nostre regioni esistono validissimi artisti, come creative disegnatrici o ispirati acquarellisti, in grado di saper esprimere, proprio perché da loro vissuto, il profumo e l’anima di un luogo che in sinergia con chi produce svela al consumatore l’arte del vino con il mondo dell’arte.

L’ARTE NELL’ETICHETTA
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